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La fondazione ha creato la campagna BYE BULLY, che consiste in una serie di eventi/incontri di prevenzione in Italia rivolti agli studenti degli istituti secondari di secondo grado. In questo progetto, la fondazione OTB collabora con la onlus Fare X Bene, un’associazione che tutela i diritti delle categorie sociali più deboli e soggette a discriminazioni e che fa parte dell’Advisory Board di “Generazioni Connesse”! (SIC ITALY III), progetto coordinato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR) che promuove strategie finalizzate a rendere Internet un luogo più sicuro per gli utenti più giovani. Testimonial di Fare X Bene onlus e attiva protagonista del progetto è Valentina Pitzalis, giovane ragazza sarda tristemente salita alla ribalta delle cronache per una storia di violenza subita. Valentina partecipa agli incontri assieme alla docente Giusy Laganà, coinvolgendo i ragazzi presenti in un momento di crescita e condivisione valoriale importante per loro e per tutta la comunità di appartenenza

La prevenzione è la chiave

Il gruppo OTB ed il suo fondatore Renzo Rosso supportano da sempre i giovani, coloro che sono più colpiti dai fenomeni del bullismo e cyberbullismo.  Anche per questa ragione la fondazione OTB ha deciso di creare BYE BULLY, intervenendo in maniera preventiva verso coloro che rappresentano il futuro della comunità, nella speranza di portare i ragazzi a riflettere e ad affrontare in maniera consapevole le scelte quotidiane che condizioneranno il loro futuro e quello della società

 

 

Da un’indagine Istat del 2014: più del 50% dei ragazzi, tra gli 11 e i 17 anni, ha subito episodi di bullismo o cyberbullismo nei 12 mesi precedenti la ricerca. Dall’indagine Ipsos “I ragazzi e il Cyberbullismo”, emerge che per i 2/3 dei minori italiani il cyberbullismo risulta principale minaccia per loro: più pericolosa della droga (55%) o del rischio di contrarre una malattia sessualmente trasmissibile (24%).

Anche il brand Diesel si è attivato contro questo fenomeno sempre più diffuso, dimostrando che chiunque può essere vittima di negatività e insulti, specialmente sui social media.  Attraverso “Haute Couture”, una collezione unica e pensata per depotenziare l’odio, gli insulti  sono stati trascritti sui capi di abbigliamento, la cui vendita è andata a sostenere la campagna BYE BYLLY di OTB Foundation.  Molte personalità famose, internazionali e italiane, hanno aderito alla causa “indossando” l’insulto che più spesso hanno ricevuto, trasmettendo così un messaggio ben preciso: più esponi gli insulti che ricevi, più li tratti con ironia e irriverenza, meno potere ha l’odio altrui di causare danni

PEOPLE

Valentina Pitzalis

Vittima sopravvissuta, diventata simbolo della lotta alla violenza di genere, testimonial

“Sono la testimonianza vivente di quanto sia pericolosa la violenza di genere. Sono sopravvissuta a un tentativo di omicidio da parte dell'uomo che diceva di amarmi. Ho iniziato a collaborare con Fare X Bene per raccontare a tutti la mia storia affinché quello che è capitato a me non accada più a nessun altro. Con Giusy Laganà, ho scritto il libro "Nessuno può toglierti il sorriso", che è il messaggio che voglio trasmettere a tutti: uscire dalla violenza si può e si deve, perché il rispetto e l'amore verso il prossimo sono le vie giuste da seguire. L'affetto che mi dimostrano i ragazzi durante gli incontri è vera linfa vitale per me, mi ringraziano e abbracciano commossi. Questi momenti mi danno la forza di andare avanti e non arrendermi mai.“

Giusy Laganà

Docente e Segretario Generale Fare X Bene Onlus

“La lotta alla violenza di genere entrò nella mia vita con l'incontro di Valentina Pitzalis, facendomi capire che bisognava relazionarsi in maniera diversa con il tema. Nel 2010, con un gruppo di professionisti, abbiamo creato Fare X Bene per offrire assistenza, consulenza legale e psicologica alle vittime di abusi e violenza, soprattutto donne e madri. Capimmo da subito, però, che bisognava partire con la prevenzione nei più giovani per scalfire questa vera emergenza sociale. Quando ho cominciato ad insegnare, sono stati i miei alunni ad insegnare a me quanto noi adulti si debba restare perennemente in ascolto dei giovani, senza giudicarli, ma neanche confondendo il ruolo di educatori con uno di amicizia. E quando dopo ogni incontro nelle scuole, i ragazzi mi chiedono di parlare con i loro genitori per aiutarli a farsi capire, allora realizzo che ogni sacrificio e la battaglia continua per i diritti, hanno un valore immenso e sono un esempio concreto del quale i ragazzi, ma anche tanti loro adulti di riferimento, hanno bisogno."